La nave della Sila
 

La Nave della Sila

Il Museo Narrante dell’Emigrazione, progetto della Fondazione Napoli Novantanove, a cura di Gian Antonio Stella, inaugurato nel 2005, è ospitato nell’antica e bellissima vaccheria - restaurata dall’Arch. Sila Barracco - nel Parco Old Calabria, nel cuore dell’area silana, intende contribuire a colmare un ingiustificabile vuoto di memoria storica e civile in una regione che ha vissuto, più delle altre, la drammatica esperienza del movimento migratorio.

Si vuole ricordare, in questo luogo, le angosce, le speranze, le insanabili nostalgie, i drammi pubblici e privati di milioni di persone costrette all’espatrio, ma anche la partenza di nuove, straordinarie avventure di persone che hanno rappresentato nel mondo l’intraprendenza italiana, la capacità di rimettere in discussione la propria vita intera, e di costruire “ponti” dal paese a nuove, importanti realtà sociali ed economiche. L’idea è stata quella di costruire una struttura che non si qualifichi esclusivamente come memoria del passato, ma che sia anche proiezione nel presente e nel futuro. L’emigrazione italiana di massa, fenomeno storicamente concluso e sostanzialmente rimosso dalla coscienza collettiva, è stata oggi sostituita dall’immigrazione di massa verso l’Italia.
Un luogo che intenda porsi come struttura culturale dinamica – sottolineando, accanto alla qualità epico sentimentale dell’esodo, il valore positivo di “apertura”, in tutti i sensi, rappresentato dai movimenti migratori – non può certo ignorare che la storia delle migrazioni continua, e che, seppure a ruoli rovesciati, l’Italia continua a esserne parte importante.
Da un lato il passato, dall’altro il presente-futuro. Da un lato, dunque l’esperienza italiana nel mondo, dall’altro, l’esperienza straniera in Italia.
“Museo narrante” perché la visita, si snoda attraverso gigantografie di immagini straordinarie, in larga parte sconosciute,   accompagnata da una voce narrante che racconta le tante storie di dolori, piccoli e grandi eroismi, ed una colonna sonora di canti dell’emigrazione italiana. La suggestione che si vuole creare nell’ambientare la scenografia, la tolda di una nave, in una ex vaccheria dell’altopiano silano, tende a  creare un impatto fortemente evocativo / educativo nel visitatore.

 

Nel luglio 2013, è stata aperta la nuova sezione MARE MADRE, dedicata all’immigrazione, è un atto dovuto in questa regione che, da terra di emigrazione, sta rivivendo la drammatica esperienza al contrario e diviene terra di accoglienza e di immigrazione. L’arrivo della Vlora al porto di Bari l’8 agosto 1991 segna per il nostro paese l’inizio di una nuova e dolorosa storia che raccontiamo in un container adiacente La Nave per ricordare i tragici viaggi, attraverso il mare e il deserto, cui sono sottoposti i migranti di questo ventesimo secolo, spesso in fuga da drammi sofferti nei paesi di origine. La voce di Erri De Luca dal suo Cimitero di Lampedusa, ci introduce in questo percorso di otto minuti di immagini e storie.

Al piano superiore, una grande sala attrezzata per convegni, conferenze e proiezioni sul tema, una Un’altra, la biblioteca sempre aggiornata di tutto ciò che è stato scritto sull’emigrazione italiana e sui migranti in genere più una raccolta, sempre sul tema, di film e documentari. Una terza sala ospita infine alcune postazioni internet dove gli utenti saranno pilotati, grazie a una serie di link, alla scoperta dello sconfinato e spesso sconosciuto mondo degli italiani sparsi dall’Australia al Brasile, dal Canada all’Argentina. Non mancano, per il benessere degli ospiti, un accogliente caffetteria con degustazione di prodotti tipici e una terrazza immersa nel paesaggio silano, adatta anche a ricevimenti.

 

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